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Bones

Drowner
mercoledì, 23 aprile 2008 19:37

Normalità. Strana. Mi guardo intorno, e mi stupisco della normalità. Cosa è più normale, il frocetto tiracoca col cappellino alle due di notte, che guarda i porno dal cellulare, o l'ingegnere, stressato dal lavoro, padre di famiglia, che va a puttane e mi crivella le palle al mattino perchè dormo poco? bah. Non riconosco più nessuno, mi sento uno straniero,  straniero nella mia città, straniero in notti che ho sentito mie dal primo giorno in cui le ho calcate, in cui le ho bevute, in cui le ho fumate. Turbinio di facce uguali, vestiti, pupille uguali. Normalità. Ho addosso il chiodo di mio padre, l'unica cosa di lui che mi calza addosso. Normalità. Fottuta. Squinzie quattordicenni ammiccanti, conoscenti di vecchia data ammiccanti, rigorosamente pronti ad infilartelo nel culo appena volti il cranio, la mia ex, ammiccante, ed in posizione strategica per osservare i miei movimenti, e chiaramente farmi osservare i suoi. Che poi anche questa, prima o poi, qualcuno dovrà spiegarmela, ormai sono passate ere geologiche da quando ci siamo lasciati, eppure incrociamo spesso gli sguardi, con una casualità che non sembra casuale proprio per cazzo. Magari è il mio cervello che non lo fa sembrare casuale. Normalità. O bianco, o nero. Il mio stralcio di mondo ha linee marcate, solchi anche troppo delineati che lasciano spazi risicati, a eccezioni troppo rare... le tipologie di persone che gironzolano sono tutte classificabili e traducibili in qualcosa di già  abbondantemente visto, e che mi sta quasi certamente sul cazzo in maniera profonda. Io ci provo a fare il bambino sociale ma... i bigotti mi stanno sul cazzo, gli anticlericali senza consapevolezza mi stanno sul cazzo, i camerieri (quelli in camicia bianca sotto i pantaloni e giacca scura) del sabato sera mi sanno sul cazzo, gli zecconi col cane pulcioso mi stanno sul cazzo, i rivoluzionari da Basket Case mi stanno sul cazzo... boh... qualche volta mi sto sul cazzo anch'io, che ho bisogno di scrivere, ma tra firewall al lavoro e ritmi di vita allucinati, non ne trovo mai il tempo.

3 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Vault
lunedì, 10 marzo 2008 18:40

Il sole pomeridiano che ti scalda un poco le ossa è ancora pigro, è ancora troppo fiacco per farsi strada tra le cime bianche che circondano la conca Umbertidese, umida e ovattata di giorno, gelata e tagliente di notte. Ci sarà un po' di subbuglio, immagino, ci sarà da sparlare, dalla parrucchiera o nei Bar vecchi, perchè il Tevere si è preso un uomo questo finesettimana, ed il motivo non saranno di certo le stronzate che si sentono in giro, il motivo lo sapeva solo lui. Perchè ci vogliono le palle per tirare il freno a mano, scendere dal furgone, e gettarsi dal ponte... ci vogliono le palle, o la disperazione, o la pazzia. La vita è dura, perchè prima o poi cresci, e non so se per tutti sia la stessa cosa, ma per me ogni giorno è una cazzo di avventura, una lotta contro il tempo, una sfida contro la noia e contro la fica sbagliata.

Credo che ogni tanto, solo ogni tanto, le persone abbiano bisogno di un massaggio cardiaco, perchè spesso il battito del cuore rallenta, e se non hai nessuno  che ti tocca un poco l'anima sei  veramente in un mare di merda. E vale anche per un cazzone solitario come il sottoscritto.

Ps. Grazie a tutti per i messaggi di Auguri.

7 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

And wash away the rain
martedì, 26 febbraio 2008 17:16

Sono vivo, cari Manuela, Paolo e Uan. Che a essere vivo in questo pianeta di cadaveri non è ci voglia gran che.

Tutto procede, nel caos totale, ma procede. E dato che sto lavorando come un pestatore di foglie di coca colombiano sono perennemente incazzato, muto, e pronto a saltare su qualsiasi giugulare valga la pena falciare. In pratica sono come sempre, solo con la pazienza azzerata.. Il drammatico dell'essere  incazzato e senza troppi freni è che mi piace, mi piace un gran bel po'... che sia l'annichilire qualche mezza sega col crestino che ha bevuto mezza ceres, e mi biascica le sue cazzate da finto sbronzo troppo da vicino,  che sia l' ammutolire il cazzone ben vestito,mezzo frocio e tiracoca, che gesticola e per sbaglio mi sfiora, che sia lo scansare la minorenne seminuda, che mi muove il culo davanti al muso, mentre mi bevo serenamente la mia birra... è uguale.

Mi sembra di aver chiuso gli occhi, averli riaperti, ed essermi accorto che il processo verso l'apocalisse si sia velocizzato, voglio dire, oh cazzo! sveglia!  esci il sabato sera e sembra di essere Bimbopoli (che per la cronaca è a Mirabilandia) solo che è la versione tossicomane, sono a mandrie, ti rompono i coglioni, e si lamentano pure se ne ammorbidisci qualcuno. Il resto è una banda di Pr sulla trentina, coi capelli cotonati e la pelle senza un pelo, che nemmeno sulle pubblicità dei pannolini... un po' di giorni fa ne ho visto uno che si faceva la piastra in macchina! e a voi donne piacciono pure... bah.

Se un giorno ci fosse il diluvio universale e in paradiso si confondessero sul costruttore dell'Arca, statene certi, verrebbe grande due metri per due, che ho un sacco di fumetti, e poi.. la mia gatta ha bisogno di spazio.

4 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Ex Nihilo
martedì, 29 gennaio 2008 00:11

Mischi le carte, mischi le anime, mischi i pensieri. E li anneghi tra le braccia della comare scura, al malto; il miglior bacio è suo, l'abbraccio più tranquillo, specialmente quando hai un sacco di cose a cui pensare... un sacco già. Troppe stronzate, troppi appigli apparentemente semplici a tracciar sentieri che non dovresti nemmeno provare a percorrere, troppi interrogativi che ti succhiano il respiro e ti fottono il sonno. Non sono nemmeno troppo appannato, nemmeno troppo poco per pigiare il fottuto reset cerebrale e dormire sperando di non sognare un cazzo, perchè è sempre questa la mia paura più grossa quella di sognare e trovarmi, al mattino, quell'amaro in bocca che non è solo postumo di sbronza. Il cambiamento è qualcosa che si dimena dentro il tuo petto, il cambiamento è qualcosa che ti si rigira dentro, e taglia, e striscia, e spezza. Domani sarà giorno, per fortuna, domani starò meglio di certo.

3 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Asche Zu Asche
lunedì, 21 gennaio 2008 18:23

Pensieroso. Ho voglia di mettere in discussione tutto quello che ho ammucchiato, ho voglia di tornare girovago, pigliare lo zainetto e salire su treni che mi portino chissà dove senza pensare a nessun quando e nussun perchè. Voglio sentire un doppio pedale rombarmi nelle orecchie mentre vado dove non ho idea, mentre mi avvicino verso un ignoto qualsiasi, un ignoto che non ammetto solo per non scatenare reazioni a catena che non saprei controllare. E vorrei anche ritrovare un sacco di parole, quelle che ho perso per strada; quelle urlanti di adrenalina, a ricordarmi che, cazzo, non posso e non voglio stordirmi per darmi un equilibrio. Vivo contratto, vivo sul filo, vivo attento, tampono le falle del cervello, rattoppo i buchi che mi si aprono nella mente, prima che escano troppe cose che  non riesco a controllare, e poi strozzo le parole, e poi "meglio allontanarsi che percorrere sentieri fuori controllo", e poi guardo le ombre del soffitto e ne fumo un'altra davanti al caminetto, e poi ho bisogno di chiudere gli occhi, riaprirli e trovarmi in mezzo a un tifone, un uragano, un monsone o un checcazzoneso.

Ho bisogno di tornare straniero e notturno, come nemmeno troppo tempo fa, e mi sono rotto i coglioni di schivare tutte le pallottole, che a forza di farlo mi sono scordato di quanto qualche dolore sia piacevole.

7 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Cold Embrace
lunedì, 14 gennaio 2008 17:30

L'effige è semplice, cruda e bellissima. Urla che si confondono nel vento gelido, proiettili freddi che si infrangono su una maglietta gocciolante di acqua e di fango, spavalda, e arrotolata con cura fino ai gomiti, denti stretti a strozzare un respiro affannoso. Una partita da coraggiosi, a difendere il fortino con le unghie e coi denti. Un bel esordio.

Ho giocato tutta la partita, tutti gli schifosi novanta minuti e a parte qualche dolore da "impatto" sto benone. Meno funambolico dei bei tempi, è vero, ma sostanzioso, tosto, e cattivo fino alla fine, come mi è stato chiesto. Sarei dovuto uscire a fine primo tempo, in effetti, perchè ero pressochè spacciato, senza fiato e con le gambe pesantissime... e chissà che avranno pensato i miei compagni quando per cause di forza maggiore mi è stato comunicato che non solo avrei dovuto giocare fino alla fine, ma mi sarei trovato, come un pirla ad essere l'unico centrale di centrocampo (ruolo non mio, ma che ci vuoi fare...), perchè stavamo perdendo e giocavamo in uno in meno per un espulso... chissà quanto sarò sembrato psicopatico, quando con il fiato strozzato ho scrocchiato il collo,  mi sono messo a ridere forte,  e ho detto che, sì, mi stava bene,  sarei stato lì fino alla fine.

Ho commeso solo un fallo (entrata a forbice = ammonizione), e poi nessuno mi è più scappato, quasi tutti i palloni si sono infranti nella mia ex crapa pelata o nelle spaccate da ostacolista. Partita di pura grinta e di cuore di quelle che piacciono a me.

Conclusione, abbiamo pareggiato nei minuti di recupero e già molti dei miei nuovi compagni mi chiamano "Il" Lore

11 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Forget me not
giovedì, 10 gennaio 2008 15:40

Il tempo scorre impietoso sul nostro cranio, le sensazioni mutano e si evolvono graffiando o intorpidendo il cervello, mentre il pianeta continua a girare, vorticoso nelle notti di scorribanda, o lento e blando, nel sonno dei beati. Ho passato la maggior parte della mia esistenza a dar la caccia a falene notturne, a sirene che mi riepivano i pensieri e lo spirito. Sono stato fortunato un sacco di volte, lo ammetto, perchè per carattere, sono uno che ti fa capire qualcosa e poi aspetta di vederti arrivare, ovvio che quando è stato il momento ho agito, perchè, per come la vedo io, il tipo che non agisce mai è un coglione come il tipo che agisce sempre, io (tranne in qualche caso) ho agito solo quando dovevo. Non mi è mai piaciuto troppo dar soddisfazione ad una donna, specialmente a quelle che già sono compiaciute di stesse per defalt, e magari è anche giusto così. E anche se ora mi sono fermato, perchè sto bene così, sono certo che non cambierò mai, spavaldamente silenzioso, stronzo quanto basta, ad aspettare che il finto imprevedibile ordini la stessa dose di alcool che ordino io, magari sedendosi vicino a me, al bancone, o al tavolo in fondo della sala fumatori.

2 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Cathode ray Sunshine
mercoledì, 09 gennaio 2008 18:44

Non per i soldi, non per vanità, non per autolesionismo (come chi conosce le mie condizioni fisiche può anche pensare). Fatto sta che me ne ritorno al calcio serio, quello degli allenatorucoli di mestiere, quello dei presidenti coi braccini corti, quello dei direttori sportivi con gli occhialetti da night club e quello delle promesse raramente mantenute.  Lo ammetto, anche se il motivo è un'altro, un po' lo faccio anche per far vedere a 'sti fighettini che si sentono giocatori dopo quattro partite, che il vecchio Lore ha ancora un sacco di erba da pestare... anche se ogni volta che accelera ha paura di sentire qualche cedimento strutturale.

L'allenatore un anno fa già aveva provato a reclutarmi, ma i troppi infortuni, già da tempo, mi avevano convinto ad appendere le scarpe al chiodo; solo che ora c'è un fattore che capovolge totalmente la faccenda, il Bid... un fratello, il compagno d'avventure di sempre, il mio migliore amico, che da quest'anno fa il portiere da loro.... in tre giorni mi ha convinto. Tre giorni, già... domani mi alleno per la prima volta, e domenica, se sto bene, mi infilo il due e provo fare il mio sporco mestiere. E vediamo che succede. E vediamo quanto ci metto a farmi male per bene ancora una volta... cosa di cui, sinceramente, me ne strafrego.

Ovvio che continuerò, nello stesso tempo e tanto per mettere alla prova le mie membra traballanti, a giocare anche con la mia squadrozza di calcio a 7 (vedi un paio post sotto ).

9 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Beat my heart go On
giovedì, 03 gennaio 2008 15:04

A me scrivere sms irrita il sistema nervoso, quando ho qualcuno vicino e sento quel tic-tic-tic a velocità spaziale ringrazio sempre qualche dio astuto per avermi creato disarmato e per non avermi fornito, nelle immediate vicinanze, una qualche arma automatica e carica.
"I'm walking back from hell
Buried my life again
Stand alone, the claws within
I forget my name "

Non è che non voglio augurare buone feste, è che non c'ho voglia di mandare messaggini carini o mail a destra e a manca. Perchè sono pigro e perchè non mi piace 'sto modo di fare, a meno che non sia strettamente necessario e/o fatto in un certo modo, uno in particolare, ad esempio, mi ha toccato in profondità... lo ammetto.
"I'm walking back from hell
People cared away
Suffering is what I see
In the void I lay"

Ovvio che ci sono le eccezioni, che guarda caso sono sempre quelle per cui sarebbe (è) bastato un abbraccio.Il resto è pensiero puro, mi chiedo come stai, ma non te lo paleso per i miei adorati e paranoici motivi e anche perchè nella mia tana sto bene, e tu, nella tua, avrai altre cose a cui pensare.
"Between myself and death
There is my Leningrad
Beats a sound
The speakers all around"

Penso che tra certe persone, i pensieri riescano a toccarsi... è così. Come una sensazione comune, il sentire di essere pensati e contraccambiare. Questo mi può bastare.
"Beat my heart, go on
Beat my heart, I know you're tired
Make me feel we're still alive
Beat my heart, go on, be my metronome
Beat my heart, I know you're tired
Make me feel we're still alive"

Comunque sempre io, sempre uguale, nessun buon proposito, nessuna cazzata Natalizia, solo conservare, solo accudire le cose buone, perchè quest'anno è partito di merda ma è finito in maniera decente e va detto.
"I know I'd die
I know I'd die for Leningrad "
Per il resto, umpfh, buone feste figliuoli e figliole e oltre che trapanarvi il cervello e darla via al primo pirla sbronzo che capita riposatevi pure che passata la befana la via sarà lunga, molto lunga.

Lo stralcio è di -Heart of Leningrad- dei Dark lunacy (Dei qualì, sì Vins, sono ancora in fissa paurosa.)

2 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Varen Ka
lunedì, 17 dicembre 2007 19:20

Sto guarendo da una delle mie solite ecatombi muscolari (roba che quando vado a fare l'ecografia, ormai, il dottore mi chiama per nome e mi dice solo "quanto è grosso stavolta?"), si rientra tra due giorni, in una partita che è un crocevia, se perdiamo sono cazzi.. Si rientra dopo l'ennesimo infortuno pesante,e lo si fa senza filtro, come al solito, senza preludio, senza rincorsa, si rientra e si da fuoco alle polveri, come sempre, intanto esserci, che per alcuni, voltarsi dietro e vedere che ci sono io a sgomitare con gli attaccanti avversari è già sinonimo di maggior tranquillità e poi per dare il solito
contributo da mastino nelle ritrovie,  a  tener duro quando la partita è sul filo, a regalare, per quanto possibilie, un sorriso ai miei, anche quando le cose vanno storte e tutti si incazzano. Si starà lì, nel vivo della mischia come piace a me, perchè è inutile dire "gioca piano, Lore", o si gioca o non si gioca, a predere botte e darle, a saltare su ogni pallone vagante e a tener su le barricate, si farà quello che si aspettano che io faccia, mettercela tutta e poi se si perde tanto di cappello.

Paradossalmente quando stavo bene e giocavo più seriamente, non ero così felice di giocare o allenarmi sotto la neve, il gelo, o stringendo i denti per qualche doloretto. Solo che ora non gioco per me, gioco per queste facce, gioco per onorare un'unione impossibile, gioco perchè quando entro nello spogliatoio annunciando che non mi posso voltare un attimo, che subito mi diventano una squadra di checche isteriche, vedo dei sorrisi così grossi, da cancellare almeno per un paio d'ore tutto lo schifo di questo pianeta; gioco perche mi fanno fare le foto a torso nudo, da compagnia delle indie e poi mi ci pigliano per il culo, gioco perchè loro, tutti quanti, mi fanno stare di un bene che non si racconta nemmeno, e non mi stancherò mai di ripetermelo.

Un pallone cadendo su un campo da calcio, può rimbalzare in modi strani, strani come i rimbalzi dell'esistenza, io per sicurezza me ne sto lì, a sgomitare per il mio metro quadro di partenza, e per il mio sudato spicchio di felicità. Poi, come rimbalza, rimbalza, basta esserci.

11 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Jingle Bell Rock
venerdì, 14 dicembre 2007 12:54

L'asfalto è impregnato di un inverno che arriva a singhiozzo e i camini della zona industriale, come dita verso il cielo, sputano bianco zucchero filato al vetriolo.
Jingle Bell, Jingle Bell, Jingle Bell Rock,
Jingle bells swing and jingle bells ring
 Ora arriverà finalmente l'aria Natalizia, e noi bravi figliuoli avremo finalmente la nostra fottuta dose di carbone sotto l'albero, (già.. l'albero, mia madre ha infilato un qualcosa in salotto, lei dice che è un abete, ma in realtà sembra un Baobab, roba che se cresce un altro centimetro i tipi del piano di sopra ci appendono i cappotti...).
Snowing and blowing up bushels of fun
Now the jingle hop has begun
Aria Natalizia dicevo, quella dei Minorenni co' le pettinature stile Vietnamita nel Napalm, targati baci e abbracci, e che bevono frociatine da nomi troppo lunghi e colori troppo accesi.
Jingle-bell, Jingle-bell, jingle-bell rock,
Jingle bells chime in jingle-bell time.  

Quella delle signore over quarantacinque, pronte a mostrar carne nella scollatura delll'ultima pelliccia allucinogena, magari alla messa di Mezzanotte, con al guinzaglio un microcane (che se lo vede la mia gatta manco lo graffia, gli da un coppino e poi finisce l'aperitivo) che per quanto è piccolo non abbaia, rantola.
Dancin' and prancin' in Jingle Bell Square
In the frosty air.

A parte tutto mi piace l'aria Natalizia, perchè mi offre innumerevoli occasioni per criticare la frangia demente del pianeta, cosa che mi rende induscutibilmente felice.
 
Io sto bene, ci mancherebbe altro, sono quasi guarito dall'ennesimo strappo muscolare, e al lavoro, incredibilmente (incredibilmente un cazzo) hanno deciso che sono troppo stronzo anche per rimanere nel precariato, e dopo millenni di rinnovi, ricatti e stronzate contrattuali, mi assumeranno a tempo indeterminato. L'ultima cosa, e chi mi conosce sa che cosa significa, è che dopo circa  otto anni ho varcato la porta del Barbiere. Era da così tanto che mi rasavo la crapa a zero che mi ero scordato di essere castano.

21 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Lunacyrcus
lunedì, 26 novembre 2007 17:09

La Pineta svetta su quasi tutto il paesaggio urbano umbertidese e basta proseguire per quella stradina acciottolata per arrivarne alla sommità, pochi metri e sei sommerso da un altro mondo, pochi metri e tutto ti inghiotte, come una mascella verde scuro.
Quando eravamo più piccoli scorrazzamo tra quegli alberi come schegge impazzite o ci radunavamo tra quei fossi, di notte, a respirare le prime Marlboro raccontandoci storie paurose... magari per esorcizzare il luogo spettrale dove poggiavamo le chiappe, magari per far accartocciare su di noi, ancora di più, la ragazzina sveglia di turno. La Pineta mi fa lo stesso effetto delle viuzzole deserte del centro, mi fa pensare, mi rende lucido,  mentre le cose cambiano in fretta e tutto si logora nel profondo. Chissà se riuscirò mai ad affezionarmi sul serio ad un esemplare femminile, senza avere troppi ripensamenti, senza sentirmi troppo stronzo o senza voltarmi troppo indietro. La mia ex ancora mi gironzola intorno, sono solo io quello che non lo ammette esplicitamente e sapere perchè ancora lei si ostini nel venirmi ad un metro per poi parlare con le sue amiche astute di tutte le sue conquiste, o emettere quelle risatine stridule del cazzo, è uno dei misteri di Fatima. Il segreto è non porsi il problema, il segreto è non porgersi certe domande, il segreto è sputare fumo verso l'alto e rendersi conto che il rumore che senti non è il tuo cuore, ma è la pioggia che comincia a batterti sul giaccone. Ho imparato a tenere chiuse certe porte, solo che non puoi impedire alla gente di bussare.

I cuori solitari e le maestrine di catechismo direbbero che le gocce di pioggia sono le lacrime di dio, e sinceramente, qualche volta, mi piacerebbe pensare che provengano da lassù... ma se fosse così... non penso proprio che siano lacrime.

7 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Truth #2
mercoledì, 21 novembre 2007 14:55

Se c'è una cosa che non tollero in qualcuno è l'accecamento da fica. Il fatto di mandare tutto il pianeta terra a farsi fottere, per due occhioni. Bah... io capisco che quando c'è il sentimento di mezzo uno ha la visione ovattata delle situazioni ma te lo diciamo in tre che te la scopano, e poi non tre pirla qualsiasi, tre con i quali hai condiviso treqquarti della tua esistenza. Ti cercano e non rispondi, ti aspettano fuori dal lavoro, al freddo, e tu dai buca... beh... per quello che mi riguarda sei un coglione, ache se sei un bravo ragazzo, anche se mi dispiace davvero tanto.

Già mi vedo il siparietto.

"Sono incerto..." (si, sei incerto un cazzo, in cuor tuo già sai che gliela darai vinta)
"Ma no amore, io ti amo, credimi!" (e vai co' l'occhio alla Gatto di Shrek)
"Non lo so" (sì, certo.)
"Amore guardami! non ho fatto niente, è un equivoco!" (Sì, nell'ultimo anno sono successi almeno 6 o 7 equivoci)
"Amore guardami!" (e si toglie la maglietta)

Via coi titoli di coda su... e tutti vissero felici, contenti e dementi.

...e qui chiudo con questa storia di merda, che mi fa prendere il nervoso.

30 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Truth
venerdì, 16 novembre 2007 16:48

Vento freddo, che fischia tra i lampioni alti del ponte, sigaretta che si consuma in fretta. Ho molto da pensare e poco da dire, in perfetto stile me stesso, mentre un sacco di parole mi tamburellano in testa insieme alla gocce notturne di pioggia. Sono monotono come una vecchia Zia che parla da sola davanti ad un camino acceso, sono monotono e burrascoso, come l'acqua torbida del fiume che sto guardando. Ho litigato con un sacco di persone di recente, e mi sono anche trattenuto, a stento, dall'accartocciarne qualcuna. Spesso me lo chiedo, chi cazzo sono io per fare il paladino delle cause perse? chi cazzo sono io per sperare o peggio, pretendere che quando torno da una delle mie sparizioni da cazzone qualcuno mi aspetterà? e la pioggia aumenta un poco d'intesità, dentro e fuori.
Io sono uno di quelli assolutamente convinti che mai un cazzo succede per caso; se da qualche parte c'è un coglione che tira, dall'altra c'è un altro coglione che spinge... io la vedo così, causa e effetto.
Non è che mi piaccia essere sempre quello che ti prende la faccia e te la sbatte contro il muro delle tue stronzate, non è che ci provo gusto a dirti che hai amici che non sono quello che dicono, uniti ad una fidanzata che il sabato sera si fa scopare da qualcuno e poi viene al pranzo della domenica con te e tuoi parenti. Non è nemmeno la prima volta che mi predo la briga di  fare cose del genere. Spesso mi pesa avere così tanto rancore da liberare, spesso mi pesa essere rude e diretto, ma sono così e non ci posso fare un cazzo, e la solitudine cronica è un prezzo pesante, ma che pago volentieri.
Ancora vento in faccia, come respiro freddo di un morto, un giorno qualcuno si dovrà rendere conto che tra le chiacchiere e i fatti c'è di mezzo il pianeta intero.

La Cancion del Pirata, dei Tierra Santa

8 granelli di polvere nel vento della mie cazzate

Avviso
martedì, 13 novembre 2007 16:48

A breve formatterò l'archivio, questo blog tornerà pubblico come ai vecchi tempi.

Per fosse è un nostalgico inguaribile, basterà andare qui.


Edit.
è andata a finire che ho solo dato una cancellatina qua e la prima di rendere il blog pubblico... :)

7 granelli di polvere nel vento della mie cazzate





minavagante [18/04/2008]: Ti seguo ...
Bohr [10/01/2008]: no, ho cambiato gusti e vado solo con le donne ora... a parte mela (credo) abbiamo mollato. baru invece si è dato alle land erotiche.
Lore [10/01/2008]: Ma ancora fate i nani oppure avete abbandonato?
Bohr [09/01/2008]: vabbè è già assai che stavolta non siamo venuti in mille a romperti le scatole
Lore [09/01/2008]: Ma pensa te... non mi libererò mai di voi?
Bohr [04/01/2008]: maialazzooooooo ti ho ripreso.. l'accecamento da fica è qualcosa di eccezionale XD
[28/12/2007]: babo per la prima volta ho visto il placcaggio di chebal varamente "anestetizzante" ci vediamo stasera buon lavoro.
[25/12/2007]: buon natale al babo e al nonno più buono del mondo... fiolo e nipote
[Drastique] [24/12/2007]: Buon Natale al Lore
Lore [19/12/2007]: adesso guardo... vedemo si è la solita finocchiata..
[19/12/2007]: babo vai a vedere sul forum dell'agapa....c'è una sorpresa targata sparta
Lore [19/12/2007]: Alora stacci co' la testa! Voglio propio vedè stesera...
[18/12/2007]: babo penso già a domani sera come si fà?
[18/12/2007]: viva i mitici garbage!!!run baby run grande babo
Lore [14/12/2007]: Ogni tanto rinnovo pure io eh...
Grazie figliuola...
 
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